The Montecristo Project - Le Recensioni

La recensione è sempre un regalo

Cosa pensano i lettori di un’opera è importante innanzitutto per l’autore. 

Premessa

Una recensione può diventare un grande dono, che sia positiva o negativa (certo, a patto che le motivazioni siano sincere e reali). Non esiste niente di più bello per un autore di poter discutere della sua opera con coloro che ne fruiscono, e certamente una recensione, ad esempio su Amazon, è uno dei modi per farlo.

Ma potete scriverla anche su uno qualsiasi dei social network, possibilmente taggandomi: sulla barra superiore del sito trovate i pulsanti con i miei riferimenti su Facebook, X, Linkedin, Youtube e il gruppo Facebook The Montecristo Project, nel quale ovviamente tutte le lettrici e tutti i lettori saranno benvenute e benvenuti!

Sapete in realtà qual è la più grande paura di un autore?
Che la sua opera venga ignorata.

Edoardo Volpi Kellermann

Recensione di Angelo Messina

(…) Il tema della coscienza, nel rispetto del grande mistero che ancora lo avvolge, è centrale nella trama e viene affrontato da un punto di vista veramente originale. I personaggi, scolpiti benissimo, sono tanti e di notevole varietà. Le loro vite si annodano in percorsi sorprendenti mantenendo una forte ambiguità sui loro veri intenti. (…)

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Recensione di Roberto Rizzardi

(…) con scienziati ed amministratori di elevato livello, che una umanità minuta e problematica, talvolta perduta ed irrecuperabile, ma altre volte dotata di potenzialità inespresse e in grado di emergere attraverso percorsi di presa di coscienza persino dolorosi, se appena riescono a cogliere un’opportunità (…)

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Recensione di Franci Conforti

(…) Tanti personaggi, tutti con lo spessore di una vita personale che si disvela nello scorrere delle pagine. Lucas/Muto tra i miei preferiti, assieme a Matteo, ma non vi dico perché, sarebbe uno spoiler. (…)

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Recensione di Lux – Parte 3

(…) Questo primo libro fa succedere un sacco di cose, molte delle quali evidentemente predispongono la scena per sviluppi futuri di cui sappiamo nulla, ora. Questo potrebbe lasciare il lettore lievemente incazzato oltre che a bocca asciutta, se fatto male. Oppure ansioso di proseguire la storia, se fatto bene. È fatto bene. (…)

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Recensione di Giovanna Caruso

(…) La fantascienza, il fantasy, Tolkien, la musica, il cinema anni 80, l’arte : tutto questo sono Edoardo Volpi Kellermann e la sua cultura e formazione, la sua ispirazione che si ritrova in ogni pagina, uno degli esempi più chiari di quando un artista mette il cuore in ciò che fa. (…)

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Recensione di Lux – Parte 2

(…) L’universo de La Prima Colonia è composto da stringhe; per ognuna di queste situazioni c’è una vicenda che si dipana. Come è facile intuire, alla fine del libro (o dei libri) le varie stringhe, all’inizio distanti e apparentemente divergenti, si intrecceranno solidamente. Quante, quali e come va lasciato alla lettura. (…)

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Recensione su Innovando.news

(…) Il libro è talmente ricco di idee che sembra di leggere un romanzo di fantascienza dell’epoca d’oro degli Anni 40 americana, ma con il punto di vista di un autore moderno, privo dì quelle ingenuità e di quelle intenzioni didascaliche che talvolta rendono antiquati i libri che apprezzavamo nella nostra infanzia. (…)

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Recensione del CylonProf

(…) L’opera si presenta intrigante sia nella trama sia nella descrizione dei luoghi e dei personaggi ma risente di una certa frammentarietà a causa di un continuo susseguirsi di punti di vista differenti che non sempre si amalgamano in maniera efficiente. (…)

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Recensione di Lux – Parte 1

(…) L’intelligenza triplice è stata fare di queste note un ingrediente del racconto invece che un’appendice a fine libro che nessuno avrebbe mai letto, ambientare le note stesse dentro la storia e, la cosa più importante per chi legge, renderle indolori. (…)

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Recensione di Lux – Parte 0

(…) Ma per quanto riesco recensirò La Prima Colonia come si farebbe da informatici, anche perché l’autore di informatica ne mastica, al punto di portarne tanta e non inutile ovunque,
nella trama come nella struttura. (…)

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Recensioni - Forse il rapporto fra l'autore, l'opera e chi ne fruisce è un infinito gioco di specchi?
Forse il rapporto fra l'autore, l'opera e chi ne fruisce è un infinito gioco di specchi?