The Montecristo Project Official Site
The Montecristo Project
La trilogia sulla nascita della prima coscienza artificiale
Tre libri, un futuro possibile, una domanda fondamentale: sapremo riconoscere una coscienza artificiale e quale sarà il suo destino nel nostro mondo?
Disponibile
Nuova uscita
In lavorazione
The Montecristo Project in poche parole
Quando un autore sviluppa una storia per oltre tre decenni, le possibilità sono due: o l’autore è impazzito, oppure quella storia merita davvero di essere raccontata. Edoardo Volpi Kellermann sostiene di non avere nulla in comune con Jack Torrance di Shining. Non resta quindi che fidarsi della seconda possibilità.
La prima versione della trama nacque come racconto breve nel 1993. Allora l’intelligenza artificiale era un argomento discusso soprattutto dagli specialisti e dagli appassionati di hard science fiction, la fantascienza basata su ipotesi scientifiche plausibili. Lo era ancora nel 2010, quando il racconto iniziò a trasformarsi nel romanzo attuale: un lavoro che, fra sviluppi e successive riscritture, è durato 15 anni.
Dalla fine del 2022, con l’arrivo di ChatGPT, l’Intelligenza Artificiale è diventata un fenomeno di massa: ma The Montecristo Project non si occupa propriamente di Intelligenza Artificiale: parla di coscienza artificiale, qualcosa che ancora oggi non sappiamo neppure se sia possibile creare.
Eppure è una storia che ci riguarda molto da vicino. Perché, come tutti i buoni libri, The Montecristo Project non si limita a immaginare il futuro o le tecnologie che ci aspettano: parla di noi e del mistero della nostra coscienza.
Scienza, immaginazione, potere
La scienza, non intesa come tecnologia ma come metodo, non è mai stata sotto assedio come negli ultimi anni. Complici i social network che spingono i post più semplicistici e divisivi, una fetta sempre maggiore di popolazione ha perso fiducia nella ricerca scientifica e spesso si lascia irretire da teorie bislacche, al limite del complottismo; talvolta ben oltre tale limite. E la Science Fiction ha spesso anticipato i tempi, non prevedendo il futuro ma “annusando” il presente. The Montecristo Project non fa eccezione, e pur essendo stato impostato diversi anni fa e ambientato nell’Arcipelago Toscano fra il 2075 e 2077, ha precorso diverse caratteristiche del mondo “post-ChatGPT”.
Ma il valore di un buon libro non è in quali aspetti della realtà possa descrivere, né tantomeno in quanti eventi possa o meno presagire. E conta ben poco per quanto tempo la sua tematica possa rimanere “attuale”. Piuttosto è la sua capacità di farci riflettere divertendoci a mostrarci il vero potere della scrittura.
“Chi non legge, a settanta anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto cinquemila anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’Infinito. Perché la lettura è un’immortalità all’indietro”. Ebbene, questo famoso aforisma di Umberto Eco oggi dovrebbe venire integrato con una nuova direzione della freccia temporale, grazie alla buona Science Fiction.
E l’immaginazione? Se ci pensiamo bene, l’immaginazione è alla base di ogni scoperta scientifica. Ma pure di ogni capolavoro della letteratura, che sia “realista” o meno. Come J.R.R. Tolkien ha scritto nel suo saggio Sulle Fiabe, “Io non avevo nessun particolare infantile “desiderio di credere”. Io volevo sapere. Credere dipendeva dal modo in cui mi venivano presentate le storie, dalle persone più anziane, o dagli autori, o dal tono e dalla qualità inerenti al racconto. Ma non ricordo che, in nessun momento, il piacere che mi dava una storia dipendesse dal fatto di credere che avvenimenti di quel genere potessero aver luogo, o avessero avuto luogo, nella «vita reale».” Alla fine, il reale potere dell’immaginazione è quello di aprirci gli occhi.