Spulciato

(…) Gli prendeva un certo imbarazzo, a Matteo, rendendosi conto che col Muto riusciva a sfogarsi, a tirar fuori le sue magagne personali, molto più che con Bea o con chiunque altro. Il Muto stava al gioco, non lo incoraggiava ma neppure appariva disprezzarlo. Era come trovarsi davanti a uno specchio che assorbiva in qualche modo i casini che Matteo si portava dentro, così quando usciva dalla piccola bottega si sentiva come un cane appena lavato: la coda sotto il culo per la strizza, ma allo stesso tempo sollevato, spulciato e profumato. (…)

The Montecristo Project: La Prima Colonia
Capitolo 2 Scena 3: Il Muto

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Buio, indistinto, niente.
Vuoto, immenso, vuoto.
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