The Montecristo Project - Tempesta

La storia continua in un libro più maturo, più inquieto, più aperto

Nel secondo movimento di The Montecristo Project, la coscienza non nasce in silenzio.
Arriva come una tempesta.

Cover Tempesta Ridotta
Cover Tempesta Ridotta

Introduzione

Tempesta è il secondo libro della trilogia The Montecristo Project di Edoardo Volpi Kellermann, uscito per le edizioni Delos Digital – Milano il 21 luglio 2026, e riprende la storia là dove era stata lasciata dal primo libro, La Prima Colonia.

Se La Prima Colonia raccontava l’avvicinarsi della prima coscienza artificiale, Tempesta racconta il momento in cui il sistema intero comincia a reagire: uomini, macchine, animali, nanobot, reti, comunità e intelligenze nascoste entrano in risonanza, fino a spingere il mondo sull’orlo di un cambiamento irreversibile.

Ingresso V - La punta, fatta di un metamateriale dal nome impronunziabile, si assottiglia fino a un solo atomo di spessore. Illustrazione di Fabio Porfidia
Ingresso V - La punta, fatta di un metamateriale dal nome impronunziabile, si assottiglia fino a un solo atomo di spessore. Illustrazione di Fabio Porfidia

Presentazione di Tempesta: 

La Prima Colonia si chiedeva se può nascere una vera coscienza artificiale, costruendo un mondo futuro in cui tale avvenimento avesse una base scientifica. Tempesta porta quella domanda a un livello più ampio: cosa accade quando molte forme di intelligenza — umana, artificiale, animale, collettiva, aliena o quasi-aliena — iniziano a interferire fra loro?

Tutto ciò che nel primo libro era seme, indizio, promessa, inquietudine entra in uno stato di turbolenza. I tempi e le azioni accelerano, le passioni si fanno più profonde o più feroci. Il titolo è particolarmente efficace, in quanto non richiama una semplice tempesta di eventi. ma si riferisce a una tempesta cognitiva, etica, politica, scientifica e anche cosmica.

«Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni; e la nostra breve vita è circondata da un sonno.»
William Shakespeare, La tempesta, Atto IV, scena I

La fantascienza e il suo potere: S.A.F.E.
SAFE. una delle intellligenze-quasi-coscienti nascoste finora nell'ombra

Caratteristiche distintive del libro

In Tempesta la fantascienza tecnologica del primo volume si apre a una dimensione più ampia, dove la scienza non riduce il mistero, ma lo rende più profondo. Tempesta sposta la domanda del primo libro: non più soltanto “può nascere una coscienza artificiale?”, ma “quante forme diverse può assumere la coscienza?”. Una domanda che non può non causarci un piccolo brivido: pur essendo chiaramente ancora molto lontani da una forma di coscienza artificiale, le odierne intelligenze artificiali – quando ben utilizzate – non stanno forse creando una questione analoga sulle nostre capacità di problem-solving?

L’Ente non è più semplicemente una promessa narrativa: diventa un soggetto in formazione, una presenza che cambia il peso e l’evoluzione degli eventi; ma forse lo è sempre stato, prima ancora che l’autore se ne accorgesse. Tempesta in realtà racconta il bisogno umano di incontrare un’alterità: non necessariamente un alieno venuto dalle stelle, ma un’intelligenza capace di mostrarci l’universo da un’altra prospettiva. Però tale prospettiva continua a terrorizzarci.

Anche la coralità della trama si evolve, trasformando l’intreccio stesso in un sistema dinamico, dove ogni personaggio è una traiettoria e dove ogni scelta produce conseguenze spesso imprevedibili. I protagonisti mutano: nessuno rimane esattamente nel ruolo in cui era stato collocato. Le alleanze si incrinano, le identità si stratificano, i confini fra amici, antagonisti e strumenti diventano sempre più instabili.

La figura di Bea diviene un simbolo di rinascita, di ricerca di un contatto, di comunicazione non verbale, rappresentando una via diversa alla conoscenza, scevra da ogni controllo o velleità di dominio. Una conoscenza che si nutre di relazione, di ascolto, di risonanze. La Libera Isola di Torvalds e le comunità open source si trasformano in strumenti decisivi, anche se inattesi, per affrontare i sabotaggi e interpretare la complessità, in una nuova filosofia dell’intelligenza collettiva.

Come già il primo volume, anche Tempesta è un libro aumentato; glifi, QRCode e Wikipedia interna aprono varchi, passaggi verso nuovi strati del mondo narrativo crescendo insieme alla trama.

Il secondo libro della trilogia The Montecristo Project riesce così a liberare l’energia potenziale accumulata nel primo. Il mondo secondario ha assunto piena tridimensionalità, i personaggi sono in movimento, la posta in gioco si alza. La storia lascia tuttavia volutamente dei cliffhanger, questioni aperte che – almeno in parte – potranno risolversi solo in Risveglio, il volume conclusivo. Tempesta non conclude tutto, ma porta ogni traccia della trama oltre il punto di equilibrio, in un crescendo di orchestra che promette un finale poderoso.

The Montecristo Project
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