Errore

(…) – Ci siamo quasi. – Oltre a gestire la sua trappola, Jin era uno degli incaricati che avrebbero seguito la procedura, pronti a intervenire in caso di problemi. Due operazioni una più complessa dell’altra, il tutto in un ambiente pieno di colleghi esperti, giornalisti scientifici selezionati, sistemi di controllo e Dronicam. Almeno queste ultime sarebbero state tenute a debita distanza, dopo la minaccia del dottor Dante di abbatterle con un piccolo ma efficace sistema laser.
– … il compimento di un lavoro ormai più che trentennale. Iniziamo.
Con solennità, il professor Montalcini, dopo avere infilato un paio di guanti bianchi, prese fra le mani la matrice del primo Glifo, una piccola mattonella dorata e semitrasparente ricoperta da sottilissimi ghirigori, e la pose all’inizio del labirintico sistema di minuscole rotaie magnetiche che ricopriva il grande tavolo toroidale.
La matrice fu subito presa in consegna dal sistema e iniziò a scivolare lentamente verso il punto di incastro.
In quel momento Jin osservò nel suo visore, come si aspettava, sessantadue minuscole tracce dipartirsi dalla testa di Montalcini, che per un attimo sembrò ai suoi occhi quasi incoronata da quella partenza multipla.
La trappola si attivò, ma Jin si accorse subito che qualcosa non andava per il verso giusto. Le sue nanomacchine, per ben cinque volte, riuscirono apparentemente a intercettare le tracce, ma ogni volta era come se incrociassero il vuoto… oppure un’immagine virtuale.
– Dannazione!
Subito eseguì una verifica. Pochi secondi dopo una serie impressionante di improperi subvocalizzati assalirono il sistema bionico di Yu, che dovette fare uno sforzo per rimanere impassibile. Altri cinque secondi e la procedura di creazione era terminata, il primo Glifo definitivamente sigillato, in attesa di essere un giorno collegato al complesso sistema che avrebbe ospitato i Circuiti Nanoquasici dell’ASAC.
Tutti applaudivano e Montalcini aveva un’aria molto soddisfatta. Si sentiva come se fosse stato alleggerito da un fardello che si portava addosso da molti mesi. Solo due persone in quella stanza avrebbero potuto, volendo e potendo, spiegargli la veridicità di tale sensazione. Ma adesso erano assorbite in ben altre faccende.
Yu colse l’espressione stravolta di suo fratello, prima che lui si riprendesse per poi sorridere e applaudire come tutti gli altri.
– Cos’è successo Jin, accidenti!
– Dannati piccoli mostri. Mi hanno sabotato la trappola. Tutto quello che vedevo era ritardato di sette microsecondi, più che sufficienti a renderla inutile.
La guardò sorridendo, ma era un sorriso amaro.
– Ci hanno fregato. Ci hanno fregato un’altra volta.

The Montecristo Project – La Prima Colonia
Capitolo 8 scena 9: Il Laboratorio dei Glifi

Altri assaggi del libro

La faglia
La faglia

“Una faglia dormiente nella crosta continentale subì una pressione repentina e si agitò, come un’enorme bestia che si risveglia dopo un lungo sonno e scuote le spalle […]

previous arrow
next arrow
La faglia
La faglia
Il sogno
Il sogno
Il Muto
Il Muto
Spulciato
Spulciato
Nanobot
Nanobot
I Tigrotti
I Tigrotti
Inseguimento
Inseguimento
L’Ente Agente
L’Ente Agente
L’isola
L’isola
Salta-in-alto
Salta-in-alto
Protocollo
Protocollo
Temporali lontani
Temporali lontani
Ricorsività
Ricorsività
Camera quantistica
Camera quantistica
Zhi Yao
Zhi Yao
L’antica saggezza
L’antica saggezza
Decisione
Decisione
Tentazione
Tentazione
Mare
Mare
Le case cantanti
Le case cantanti
L’albero
L’albero
Prologo
Prologo
Matteo e Bea
Matteo e Bea
De Principatibus
De Principatibus
Scegliere
Scegliere
Francesca
Francesca
Errore
Errore
L’Ente Esistente
L’Ente Esistente
Galassia Relazionale
Galassia Relazionale
L’Ente Comunicante
L’Ente Comunicante
previous arrow
next arrow